Novanta. Una controstoria culturale - Valerio Mattioli - copertina
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Novanta. Una controstoria culturale
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Descrizione

Al primo posto della classifica di qualità dell'Indiscreto 2026 - Sezione Saggistica

Dal movimento della Pantera alle tragiche giornate del G8 di Genova, Valerio Mattioli ci racconta questo decennio rimosso con lo sguardo appassionato di «uno dei tanti» per cui quegli spazi e quegli eventi hanno rappresentato un’esperienza umana e politica fondamentale, che può servirci ancora oggi per costruire un’alternativa a un futuro sempre più tetro.


Gli anni Novanta italiani, oltre la sonnolenta cappa della superficie catodica, sono stati un irripetibile laboratorio di linguaggi, politiche e immaginari radicali. Un’esplosione di rabbia, gioia e brama di futuro arrivata in un momento in cui il conflitto sembrava essere sparito dall’orizzonte esistenziale. Queste pagine riportano alla luce una scena entusiasmante e troppo presto dimenticata, tra centri sociali, concerti rap, rave parties, cultura cyber e attitudine punk, restituendone tutta la carica rivoluzionaria. Per la retorica ufficiale, gli anni Novanta portano una data d’inizio precisa e una data di chiusura altrettanto netta: da un lato il 9 novembre 1989, col crollo del Muro di Berlino e la fine della Guerra fredda. Dall’altro l’11 settembre 2001, con l’attacco alle Torri gemelle di New York e l’inizio dello «scontro di civiltà». In mezzo: dieci anni di trionfo dell’Occidente, fine delle ideologie e pace generalizzata. Ma in Italia, gli anni Novanta sono stati anche il decennio in cui questo racconto idilliaco è stato messo in discussione. Da chi? Da tutta una generazione che stava ai margini e pensava che il conflitto non fosse finito, scriveva su riviste underground e frequentava spazi fuori dalle rotte della cultura dominante. Da Nord a Sud del Paese, un intero movimento si raccolse attorno a una geografia alternativa fatta di spazi autogestiti e centri sociali occupati, dando vita a una resistenza culturale e politica straordinariamente vivace. Fu da simili fortini di resistenza che scaturirono fenomeni come il primo rap in italiano, le visionarie distopie del cyberpunk, una cultura rave radicale e combattiva; fu in luoghi come il Leoncavallo, il Forte Prenestino, il Livello 57 e Officina 99 che trovarono spazio tanto gruppi musicali come Assalti Frontali, Sangue Misto e 99 Posse quanto riviste come «Decoder» e «Torazine», tanto esperimenti situazionisti come Luther Blissett e i gruppi di ufologia radicale quanto compagnie come Motus e Mutoid. E fu sempre grazie a questi luoghi che emersero riflessioni su temi che allora erano avanguardia e adesso sono il mondo in cui viviamo: il capitalismo della sorveglianza, la necessità di un reddito base universale, gli sviluppi e i pericoli del binomio tra nuove tecnologie e ideologia ultraliberista.

Dettagli

28 ottobre 2025
552 p., Brossura
9788806266233

Valutazioni e recensioni

  • Mattia
    Super saggio

    Libro super consigliato per capire veramente gli anni 90, la loro influenza e il ruolo della musica in quel momento. Consigliatissimo come tutti i libri della collana Maverick di Einaudi

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