Non è un libro. È uno scherzo. Un elenco di farmaci e loro effetti. Una telecronaca tennistica. Un insieme di note che non esplicano ma allungano ancora di più la narrazione. Continui a leggere ipnotizzato come le vittime dell'intrattenimento mortale, convinto che prima o poi succeda qualcosa e un filo comune riunisca tutti questi folli personaggi. Ma non succede mai. Leggi all'infinito e arrivi infondo, se c'arrivi, senza capire che è finito, perché è finito, come è finito.
Infinite Jest. Ediz. speciale
Edizione speciale per il trentennale di Infinite Jest. In cofanetto, con sei sticker.
«Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c’è di piú che starsene seduti a stabilire contatti».
«Infinite Jest è un'opera davvero spettacolare, capace di intossicarvi con la sua comicità e la sua inesauribile inventiva, ma anche di disintossicarvi con pagine di profonda e lucida tristezza». - Jonathan Franzen
In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l’intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Le droghe sono diffuse ovunque, come una panacea alla noia e alla disperazione. Finché sulla scena irrompe un misterioso film, “Infinite Jest”, così appassionante e ipnotico da cancellare in un istante ogni desiderio se non quello di guardarne le immagini all’infinito, fino alla morte. Nella caccia che si scatena attorno a questa che è la droga perfetta finiscono coinvolti i residenti di una casa di recupero per tossicodipendenti e gli studenti di un’Accademia del Tennis; e ancora imbroglioni, travestiti, artisti falliti, giocatori di football professionistico, medici, bibliofili, studiosi di cinema, cospiratori. Introduzione a cura di Tom Bissell.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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STEFANO BELLINZONA 30 dicembre 2011
Non ho finito la lettura di questo immane libro e non so se la continuerò, ma ritengo comunque significativo quanto finora ho letto e utile parlarne. Un lettore un minimo smaliziato sa che periodicamente spuntano dal mercato esempi di narrativa che si propongono (o vengono valutati) come rivoluzionari. Indubbiamente Wallace ha tutti i titoli per essere considerato un grande innovatore della letteratura perché ha introdotto una scrittura che è fondata su una percezione parossisticamente individualista della realtà, narrando la propria esperienza quotidiana, spesso sentimentalmente vicina al lettore nella sua disarmante banalità, con forme espressive inusuali ed efficaci nella loro immediatezza. Dico tranquillamente che molti passaggi sono sbalorditivi specie quando il racconto delle vicende dei molti personaggi di questo libro procede secondo linee apparentemente casuali, ma sotto le quali si intravvede invece un’eco joyciana. Ciò nonostante il libro è veramente ostico e pesante. Vi sono libri grandi che impongono una grande fatica al lettore: probabilmente Infinite Jest è uno di questi e, detto in maniera molto prosaica, implicherebbero una condizione particolare per essere letti e apprezzati fino in fondo, come per esempio essere in vacanza su un isola deserta. In conclusione Wallace si esprime al meglio nei racconti brevi, come per esempio “Tennis, trigonometria e tornado”, che, a mio modesto parere, risultano più congeniali alla sua scrittura.
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